Mestre. La pausa nazionale interrompe un momento aulico per il MestreFenice.
La prima squadra allenata da mister Landi sta viaggiando a gonfie vele in testa alla classifica di A2elite e, magari qualcuno avrebbe preferito proseguire nel mood positivo, anziché fermarsi per le qualificazioni mondiali nelle quali saranno impegnati i nostri azzurri.
Però una breve sosta può anche servire per ricaricare le batterie, recuperare da qualche acciacco, come quello di Edu Villalva, al netto della squalifica che gli farà saltare la trasferta di Sesto, e magari riflettere sul momento che sia i “senior” che la Next Gen stanno attraversando. Così ne parliamo con il vice presidente Federico Celin, prima di rituffarci nel ritmo della stagione agonistica.
Partendo proprio da un’assenza importante sabato prossimo come quella dell’argentino.
“Sicuramente Villalba è un giocatore che abbiamo visto tutti in queste prime uscite. Dà tanta qualità e in più ha anche una buona vena realizzativa. Tanto da guidare la classifica cannonieri con Ghouati, Carabellese e il nostro Toto Block.
Però dopo che è stato espulso nell’ultimo turno ed eravamo sotto nel risultato, abbiamo visto che hanno preso di più l’iniziativa ragazzi come Ruzzene e Bui, che sono dei 2005-2004, ma non hanno paura di prendersi delle responsabilità.
Sono cresciuti loro, e ha segnato capitan Mazzon, che poi ha fatto tripletta anche in Coppa.
Facciamo tanti gol. A differenza degli anni scorsi, abbiamo il vantaggio che vanno a segno anche i centrali, sia Soto Bertiz che Moscoso. Nove in due.
Quindi, abbiamo soluzioni anche da dietro con gli inserimenti. E poi c’è Toto Block.
È un’altra bocca da fuoco, quindi, abbiamo tante altre soluzioni.
E in più nel frattempo, in questo contesto di giocatori un po’ più esperti, un po’ più maturi, crescono i Guariento, i Jeong, i Topang, gli Schiavinato. Adesso Franzoi è fermo per un fastidio al ginocchio, Franceschini lo recupereremo a primavera. Però il progetto di creare una squadra sta dando i suoi risultati, perché comunque c’è unità di intenti, vedo i ragazzi che stanno bene insieme, c’è la voglia di sacrificarsi.”
Rispetto alla scorsa stagione c’è stato decisamente un cambio di passo, ma nessuno poteva pensare una prima parte di campionato così convincente.
“I tre nuovi non formati che sono arrivati sono dei leader anche in allenamento, perché spingono, perché alzano il livello di tutta la squadra e tutti stanno migliorando nel rendimento. Quindi, siamo contenti, ma non ci immaginavamo assolutamente di fare un inizio così, perché comunque lo sappiamo com’è questo campionato.
Puoi vincere, puoi perdere in qualsiasi campo, in casa, fuori, contro chiunque.
È un campionato molto competitivo. Non ci immaginavamo questi risultati, ma nel momento in cui ti trovi lì provi a restare. Quindi, andremo a giocare a Sesto, provando a portare a casa tre punti anche senza Edu.
Poi non dovessimo riuscirci, non sarebbe un dramma.
Saremmo comunque soddisfatti di come stanno andando le cose. Perché non abbiamo mai fatto proclami di vittoria ma abbiamo chiesto ai ragazzi di fare un’annata diversa da quella dell’anno scorso in cui abbiamo tanto tribolato.
Con l’idea di avere un percorso di crescita, dopo aver ringiovanito tanto la squadra per mantenere la categoria.”
Dalla partenza in A2elite, alle incognite della C1, non tanto nel gioco, quanto proprio nella difficoltà di raccogliere quanto di buono si vede sul terreno di gioco.
“Non stanno venendo fuori risultati con una vittoria su cinque gare.
Ma sono state tutte gare perse di misura, a dimostrazione del fatto che questa squadra comunque in campo c’è. Abbiamo perso tanta fisicità ed esperienza nella rosa complessiva, perché la rosa della C1 dell’anno scorso fondamentalmente era quella che aveva vinto la coppa di C2, era quella che aveva vinto il play-off di C2, ed erano ragazzi che avevano una buona esperienza e anche coesione.
La squadra è molto rinnovata, ci sono tanti ragazzi che sono saliti in età Under-19 e, quindi, non hanno neanche l’esperienza del campionato di Under-19, perché vengono dall’Under-17.
Abbiamo schierato Guariento e Schiavinato in qualche gara, però è complessivamente la squadra che deve crescere. Come? In esperienza e anche in fisicità, perché troviamo ragazzi del 2009 che giocano contro adulti, atleti che magari hanno già fatto la Serie A.
Paghiamo un po’ lo scotto dell’impatto fisico e sicuramente quello dell’esperienza. Ma siamo certi che un po’ alla volta crescerà la coesione e potremo assumere tratti di squadra, la fisionomia di una squadra vera e propria e infine crescerà l’esperienza, la gestione dei momenti critici e arriveranno anche i risultati.
La Next Gen è una scuola.
L’idea nasce per dare uno step intermedio a dei ragazzi che fanno il campionato Under-19 per essere più pronti nel caso in cui ci sia la A2elite alle porte.
Quindi, serve avere un po’ di pazienza, un po’ di fiducia. Non bisogna guardare la classifica o farsi condizionare dai risultati che non sono arrivati, perché il progetto è un progetto che riguarda l’annualità, non è nell’immediato.
Quindi abbiamo tutto il tempo per rimettere a posto le cose. “



